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domenica 4 luglio 2010

Camera 107 - Le cose che non dici nè dirai

E' un viaggio in rewind, ad un tempo lento e suadente, al quale tento di oppormi. Ma sono stanca, tanto, e così lascio, lascio che si riapra il sipario su quella mattina preceduta da lunghi giorni di attesa fatti di silenzi e fardelli dal contenuto ignoto che mamma mi mostrava venendomi incontro col passo incerto ed il volto grigio e quel peso sopra di lei che era solo roba mia.  

Stamane era il suo turno. Via una, sotto la prossima. 
Una l’aveva vista un paio di giorni addietro, usciva dall’ascensore, tra tubi e flebo e strani aggeggi. Gemeva e piangeva e… “datemi la morfina!” 
La paura le si era posata addosso come una mortale brina. Andava via, da sola, tenendosi alla bicicletta che aveva lasciato a casa, parcheggiata in cortile...-Papà, dove sei papà...- mentre loro la strappavano via da tutto.
Un piccolo dolore pungente, il preambolo della sua resa. Metallo sul linoleum e lei che scivola, scivola in un cielo di neon e fuliggine seguendo con la coscienza a rotelle l'orlo del baratro.  

~ecco la tua bicicletta tirata a lucido, Stella~  

Persone senza volto la sollevano, leggera, bambina tutt’ossa e bicicletta. Affaccendati tra arnesi metallici, strani macchinari, ferri, fili,tubi e aghi, ridono e parlano a voce alta, gesti meccanici li accompagnano. 
Uno degli uomini senza volto parla, una voce che punge “Oh, sentite questa: Carabiniere in un negozio : vorrei un portafoglio impermeabile. "Perche' ?" "Per metterci il denaro liquido!"... Le risate rimbalzano sui muri e le scoppiano addosso come i palloncini fatti con i chewingum quando ci si lascia prendere dalle manie di grandezza. Loro giocheranno con la sua vita, adesso e lei spera solo che si fermino al momento giusto, con la bolla tesa e baldanzosa (pronta ad offrirsi agli ammirati sguardi altrui) e il sangue nelle vene e i sensi accesi. 
E' un terremoto nell'anima che arriva in superficie producendo un soffuso movimento, incontrollabile. 

~ il sellino è di cuoio e ti ho sistemato i  copriraggi~ 

Tutto è grigio-acciaio. E figure bianche e verdi senza un volto. E neon.  
Uno senza volto le alza un braccio, lo tasta un po’ poi lo ripone. Alza un piede ora e le schiaccia le dita. Occhi perplessi e “ma  perchè hai le unghie viola?!” 

Se riuscisse soltanto a scollare la lingua dal palato gli direbbe che viola è l'abito in lino che ha comprato qualche settimana prima (o forse mesi o anni o in un'altra vita?!) dopo aver disegnato traballanti percorsi sui sanpietrini da Baggio a via Dante aggrappata alla Vespa guidata da una bellissima amazzone, sua sorella. 
E viola sono le sue ballerine in raso con cui aveva corso nel corridoio dove c'era la classe di  Luigi arrivandoci in scivolata con gesto atletico alla Platinì per accogliere l'ovazione dei suoi occhi.
E viola adesso erano le sue unghie mentre lui faceva domande idiote e lei vacillava, il suo sangue  invaso da milioni di gocce che si infilavano in lei per ghermire la sua coscienza.  E“perchè?!...
Perchè sono qui...
Perchè fa così freddo
Perchè non ci sono biciclette qui
Perchè questo dolore
Perchè...”.  

~ e che ne dici del cestino di vimini come piace a te?!~

  Ora possono prendere possesso di quello che è diventato roba loro, per qualche ora. La voltano per creare una pagina nuova nella sua vita. Tracciano linee che stabiliscono nuovi assetti, mettono da parte i Carabinieri (e lei che è assente ma è tra le loro mani spera di certo che non siano passati a Pierino e la sua mamma o ad un italiano-un-inglese-e-un-tedesco) e incidono la sua pelle con un gesto deciso e continuo, spingendo con fermezza. Una lunga scia di sangue sgorga e scivola via e porta via con sè il passato, le corse, i salti , i pattini a rotelle, le capriole e il mambo. 
E' una gara con Madre Natura in cui gli UominiSenzaVolto hanno la meglio su Madre Natura quando parecchi tempi supplementari dopo, al suono soffuso da folla in attesa del goal decisivo, compare sul tabellone il risultato:  

UominiSenzaVolto 1 – Madre Natura 0 

Apre gli occhi e accanto al letto c’è una sedia, una linea grigia all'orizzonte e sua mamma distante, li accanto. Cerca di inghiottire, vorrebbe parlare ma fa tutto male. Anche le parole. 
Se potesse le direbbe che vorrebbe le strappasse il dolore d'addosso con teneri baci e avvolgenti carezze, come farfalle, a passarle dolcemente tra i capelli. Se potesse le direbbe che vorrebbe ci fosse lui col suo odore di tabacco  a chiamarla Stella e le sue ruvide mani a  stringerla e poi sollevarla da quel letto e portarla via. Lontano.

9 commenti:

  1. Via Dante...quante volte l'ho camminata in un anno, andando al lavoro a passo quasi svelto o solo per passeggiare, al passo della musica nelle mie orecchie...

    (bellissimo)

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  2. E tu mi dici che non sei sicura di voler e poter scrivere?! Ma io ti strozzo! Tu DEVI! Brava dolcezza! :)

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  3. Perché, sostiene questo? Certo non è veloce come Stephen King ma per tutto il resto direi che ci siamo. Sai che ho pensato (mi sto sempre rivolgendo a maraptica)? Che le concedero due mesi di permesso (non retribuito s'intende) dall'incarico di PR del mio blog cosicché possa dedicarsi con più tranquillità alla scrittura.

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  4. Errata corrige: al posto di "concedero" leggasi "concederò". Totò della Crusca

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  5. Se non avessi anch'io la lingua attaccata sotto il palato, scriverei..., ti direi... semplicemente mi inchino.

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  6. ti ringrazio innanzitutto per aver esaudito il mio desiderio ^ __ ^

    .. e poi ti dico semplicemente che sei assolutamente meravigliosa e che possiedi davvero un grande dono

    un abbraccio forte

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  7. @Baol: ahhh...Via Dante è perfetta per camminarci piano, il fatto è che tutti corriamo-corriamo e ci perdiamo i dettagli dell'atmosfera e dei luoghi...
    :-)
    (grazie)

    @Maraptica: un bacio a te! (le chiacchiere vis-a-visa settembre!)

    @Totò: chiedere in un motel di essere veloci non è tanto una buona idea...Io vado a zigo-zigo (dove c'era un mago) tra paludi (e qui si spiegano i tempi lenti) e fiumi in piena (allora scorroooo)...

    @Rita: è un piacere trovarti qui (dove per dire "mi piace" non basta cliccare su un tasto ma è necessario avere dentro delle parole che premono per uscire)
    :-)

    @Albafucens: eh, cara! Telepatia, hai visto?! ;-)

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  8. Beh, se non ti proponessero un libro ogni dieci passi sarebbe meglio!

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  9. Beh, meglio libri che orologi cinesi :-)

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Vediamo se la Camera è libera :-)